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7 gennaio 2011 5 07 /01 /gennaio /2011 23:53

imagesCA5IZGC4.jpgVOLKSWAGEN COMPRERÀ ALFA ROMEO

Nel 2011, il colpo gobbo lo metterà a segno Volkswagen. Come diventare il più in fretta possibile il numero uno al mondo, scalzando Toyota senza aspettare il 2015? Si passa per il Biscione del Gruppo Fiat: Alfa Romeo. Che il colosso tedesco si porterà a casa sborsando due miliardi di euro. E non i 20 miliardi che, scherzosamente, l’amministratore aveva richiesto mesi fa. Volkswagen farà fruttare il tesoro Alfa, piazzandolo un gradino sotto Audi, nella galassia del gigante teutonico: un marchio sportivo con visibilità internazionale.

Raramente se VW, attraverso il grande capo Piëch, fa una proposta, si sente dire di no. Volkswagen è un po’ come un tedescone alto, bello e di gran successo con le donne, che fa la corte a una milanese dal passato scintillante, ma con altre potenzialità enormi: Alfa. E poi, nella nostra sfera di cristallo, vediamo le auto del Biscione su base Audi A1, una sportivissima, una nuova e spettacolosa 8C fatta sfruttando l’ossatura dell’Audi R8.

 

SCONTRO FIAT-ANNOZERO

Dopo i 20 milioni di euro che il Gruppo Fiat ha chiesto ad Annozero (la trasmissione tv condotta da Michele Santoro su Rai2) per aver denigrato Fiat con un confronto in posta ritenuto “assurdo” fra un’Alfa MiTo, una Citroën e una Mini in cui la macchina del Biscione usciva perdente, lo scontro si trascinerà a lungo per i tribunali italiani. Nessun compromesso. Anzi, in una successiva puntata, Santoro tornerà sull’argomento Fiat per criticare le scelte di Sergio Marchionne, la politica del manager italo-canadese che non fa accordi con la Fiom, e in generale la strategia Fiat-Chrysler.

 

PROMESSE ELETTORALI: MENO BOLLO E RCA

Elezioni politiche di marzo 2011 in Italia: i politici cercheranno di catturare la benevolenza dello sterminato popolo che ha un’auto o una moto. Se è impossibile combattere contro il caro-carburante (di cui vi parliamo dopo), è invece concesso sognare a livello di bollo. Ci verrà promesso che la tassa di proprietà sarà eliminata, o che almeno diverrà meno pesante. Magari il futuro Governo manterrà la promessa, al che le Regioni si imbizzarriranno, visto che il bollo auto è un’imposta regionale, e i vari governatori locali cercheranno di incontrare il nuovo premier del 2011, per bussare a quattrini.

Ma il piatto forte che la nostra sfera di cristallo ci mostra sarà la Rc auto. Quando l’Italia del Sud starà per “morire” dal punto di vista assicurativo in assenza di Compagnie disposte a concedere preventivi umani; quando tutte le Assicurazioni si saranno liberate dei clienti sparando tariffe repulsive (prezzi elevatissimi per far sì che l’automobilista non accetti), ecco che interverranno i futuri candidati per la poltrona di Governo a promettere: basta con questa liberalizzazione del settore Rca che ha portato ad aumenti indiscriminati. Lo Stato tornerà a mettere il naso nelle tariffe Rca, per calmierare i prezzi insopportabili.

 

AGOSTO 2011: CODE INFERNALI

Dalla trappola di ghiaccio di venerdì 17 dicembre 2010, sul tratto toscano dell’autostrada A1, all’incubo sotto il solleone agostano, il passo è breve. Dove? In uno dei soliti punti bollenti dello Stivale. Code pazzesche, svenimenti, Protezione civile che non riesce a intervenire, display in autostrada che augurano buon viaggio anziché avvertire della paralisi. Interverranno l’Antitrust, il ministro dei Trasporti (sarà ancora Matteoli?), le associazioni dei consumatori. E magari ci scapperà l’indennizzino: fino a 300 euro, se proprio ve la siete vista brutta.

 

ALCOL: 1.000 EURO SUBITO

Gli incidenti per guida in stato d’ebbrezza non caleranno. Il Governo punterà a un altro, ennesimo, inasprimento delle pene (arriviamo a 70 Decreti legge dal 1993 a oggi). Nel 2011, la multa di partenza raddoppierà: non più 500 euro, ma 1.000 euro per chi viene colto con oltre mezzo grammo di alcol per litro di sangue. Quando, invece, sarebbe sufficiente aumentare i controlli sulle strade.

 

BENZINA A 1,6 EURO IL LITRO

Il carburante frantumerà ogni record. Un po’ per il normale adattamento al prezzo del petrolio, un po’ per la richiesta sempre più massiccia da parte della Cina. Che sottrarrà l’oro nero al resto del pianeta rendendo sempre più costoso un pieno. In Italia, si arriverà a 1,6 euro il litro, specie in alcune zone del Sud

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