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16 gennaio 2011 7 16 /01 /gennaio /2011 20:21

Bankitalia lancia l’allarme e l’Adusbef ci mette il carico. Così l’emergenza economica piomba sulle famiglie che fanno l’albero nel giorno dell’Immacolata e si riflette pesantemente sulla questione casa. Secondo la nostra Banca centrale, il 5 per cento dei nuclei familiari del Paese non riesce a pagare le rate del mutuo. I dati, relativi al 2007, sono contenuti in un’indagine dal titolo “L’aumento dell’uso di politiche di prezzo basate sul rischio per i tassi d’interesse dei mutui in Italia”, firmata da Silvia Magri e Raffaella Pico, che prende in esame Finlandia, Francia, Irlanda, Paesi Bassi, Gran Bretagna, Spagna e Italia, con le ultime due nazioni pari merito al livello più alto di insolvenza.
 
Una famiglia su venti che accende un mutuo, dunque,  non riesce a rimborsarlo secondo la scadenza, con chiare differenze tra cittadini dall’alto reddito e quelle meno abbienti: tra disoccupati, single e impiegati con contratto a termine, cresce la percentuale. In una nota, Bankitalia sottolinea che in Italia vi è un legame tra tasso di interesse sul mutuo e specifico rischio di credito del cliente: per i mutui concessi dal 2000 al 2007, il differenziale fra le classi di famiglie più e meno rischiose è pari a 43 punti base. Inoltre, il ricorso a strategie di prezzo basate sul rischio specifico del debitore sembra essere cresciuto nel tempo. Le banche, in buona sostanza, si fanno più prudenti, selezionando con maggiore attenzione le domande e introducendo opportuni rincari. Le conseguenze di queste rilevazioni, risalenti come detto a tre anni fa, sono presto dette ed emergono dalla ricerca congiunta di Adubef e Federconsumatori.
 
Le difficoltà a pagare il mutuo si sono infatti tradotte in un boom di pignoramenti che sta vivendo nell’anno in corso il suo vertice, collegato agli stessi immobili acquisiti con mutui di cui sopra. Le stime dicono che su 3 milioni e 600mila mutui sono 350mila le sofferenze e 150mila le procedure di pignoramento: 28mila in totale nel 2010, in forte aumento sul dato 21mila del 2009 e 20mila del 2008. Le due associazioni per la difesa dei consumatori disegnano un quadro  geografico della situazione: le maggiori impennate di esecuzioni immobiliari sono a Torino (+54,8%), Milano (+48,3%) e Genova (+46,8%), mentre gli aumenti più consistenti di pignoramenti sono a Milano (+1.592), a Torino (+930) e Roma (+728). Per  fronteggiare l’escalation, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, presidenti di Adusbef e Federconsumatori, chiedono al governo un decreto “salva-famiglie”, con sgravi fiscali di almeno 1.500 euro per i redditi sotto i 25.000 euro, a favore dei lavoratori a reddito fisso e dei pensionati. Urge attutire le ricadute sull’economia reale provocate dalla drammatica fase di recessione e avviare una politica economica innovativa opposta a quella delle attuali leggi di stabilità.

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Published by Basta Io Non Voto
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  • : Ciao - Vorrei rubare un momento del tuo tempo. Forse tu non t’interessi di Politica , ma la Politica s’interessa a te! Indirettamente si sono venduti il nostro Stato e il sistema garantista Costituzionale con amici di merende di Banche e Multinazionali! Ci sono segnali e prove che il signoraggio e la massoneria non sono tutte leggende metropolitane. Non si collabora per una società collettiva equosolidale e con senso civico , ma solo per trasformare il tutto in un’azione num
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