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17 gennaio 2011 1 17 /01 /gennaio /2011 20:29

 

 LE PENSIONI DEI CONSIGLIERI REGIONALI

Chi ha completato una legislatura, non è più consigliere regionale, e ha compiuto 60 anni, incassa dalla Regione un assegno mensile di 2.984 euro. Con due legislature si ha diritto a 4.476 euro mensili . Con tre legislature a 5.968 euro mensili. Oltre le tre legislature ilcompenso di 6.267 euro al mese. Ma in pensione si può andare anche prima rinunciando a qualcosa: chi non è più consigliere regionale in carica, già a 55 anni può percepire la somma di 2.269 euro mensili. E se non si è riusciti a completare la fatidica legislatura? Niente paura: si può acquisire il diritto al vitalizio versando una integrazione per i mesi necessari a coprire i 55 anni. Le somme mensili da sborsare sono 1.114 euro per il vitalizio e 278 euro per avere diritto alla reversibilità. Un affarone.   

LE PENSIONI DEI PARLAMENTARI

 

Per i parlamentari è poi uno scialo. Un cittadino per godere della pensione di anzianità deve avere 57 anni, 60 dal 2008, e aver versato contributi per 35. Troppi per deputati e senatori che hanno abbassato il limite contributivo a una legislatura: 5 anni.
 Il diritto alla pensione è fissato al sessantacinquesimo anno di età, tale limite si abbassa di un anno per ogni ulteriore anno di mandato oltre i cinque. Sino a raggiungere il traguardo dei 60 anni.  Inoltre i parlamentari, per evitare i rischi dell’instabilità politica, con il rischio di chiusura anticipata delle Camere, hanno deciso che sono sufficienti, per aver diritto al vitalizio, due anni e sei mesi. Basta, poi, pagare contributi volontari per i due anni e mezzo mancanti, ma con calma. Onorevoli e senatori possono saldare il debito a fine mandato e in 60 comode rate. 

 

Per 5 anni di mandato si ha diritto al 25% dell’indennità, 12.434 euro: 3.109 euro al mese.

Per 10 anni di mandato si ha diritto al 38%: 4.725 euro al mese

Per 20 anni di mandato al 68%: 8.455 euro. al mese

Per  30 anni  di mandato si ha diritto a un vitalizio pari all’80% dell’indennità, 9.947 euro al mese.  

Il sistema delle pensioni parlamentari costa parecchio alle tasche dei contribuenti. Nel 2006 a Montecitorio sono costate 127 milioni di euro, contro 9 milioni 400 mila di contributi versati dai deputati in carica.

Situazione simile al Senato dove ogni anno sono spesi per le pensioni quasi 60 milioni di euro a fronte dei 4 milioni 800 mila di entrate contributive. Con il risultato che le casse parlamentari hanno chiuso il 2006 con un buco di ben 174 milioni di euro. La loro pensione come giusto che sia può essere anche trasmessa ai familiari. Sono oltre mille i vitalizi di reversibilita' pagati ai familiari dei parlamentari scomparsi.

 

(...) Un deputato ha diritto al vitalizio, che matura dopo almeno 30 mesi, cioe' 2 anni 6 mesi e 1 giorno, trascorsi sugli scranni di Montecitorio. In precedenza per godere dell'assegno a vita gli bastava, invece, un solo giorno di permanenza in carica.(...)Dal 1997 l'eta' pensionabile e' stata elevata a 65 anni (o a 60 anni per chi sia stato piu' di 5 anni in carica). La misura del trattamento varia da un minimo del 25 per cento dell'indennita' parlamentare ad un massimo dell'80 per cento per chi ha svolto le funzioni di deputato per almeno 30 anni. Attualmente godono il vitalizio della Camera circa 3 mila tra onorevoli e loro eredi. Nel 2005 lo Stato ha pagato per i vitalizi 122 milioni di euro e 1 milione 100 mila euro per il rimborso delle loro spese di viaggio. L'altro ieri l'importo mensile del vitalizio e' stato tagliato del 10 per cento su decisione unanime dell'Ufficio di Presidenza di Montecitorio. I contributi figurativi Ma se prima di essere eletto il deputato aveva gia' aperta a suo nome una posizione previdenziale scatta in suo favore un secondo trattamento pensionistico. (...) Grazie a queste norme, ad esempio, un magistrato rieletto per molti anni deputato, come l'ex Capo dello Stato Oscar Luigi Scalfaro, otterra' una pensione dall'Inpdap come Primo Presidente onorario aggiunto della Corte di Cassazione senza aver mai messo piede nel 'Palazzaccio' di piazza Cavour e godere anche del vitalizio della Camera. Persino chi ha frequentato poco o niente Montecitorio, come il professor Toni Negri, ha avuto diritto a questo duplice vantaggio. Fonte: La Stampa

 

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Published by Basta Io Non Voto
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commenti

leonardo 08/24/2011 15:02


i nostri policici ivari casini dalema berlusconi brunetta gasparri ecc haano rovinato l'talia mandiamoli a casa a clci nel sedere e mandiamoli a raccogliere i pomodori in puglia al posto degli
immigrati


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