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10 marzo 2011 4 10 /03 /marzo /2011 22:36

Secondo gli ultimi dati Istat, riferiti al 2009, 7 milioni e 810mila italiani (il 13,1% dell'intera popolazione) vivono in condizioni di poverta'. Di piu': in condizione di poverta' assoluta sono 3 milioni e 740mila, pari al 5,2% dell'intera popolazione.

 

I nuclei familiari in condizioni di poverta' relativa sono 1 milione e 162mila le famiglie in condizioni di poverta' assoluta, pari al 4,7% del totale. E oggi come nel 1994 la poverta' si diffonde per il Paese in maniera non omogenea e il divario fra nord e sud non accenna ad affievolirisi.

 

Nel 2009 la linea di poverta' relativa e' risultata a 983,01 euro, circa 17 euro inferiore al 2008. Nel Nord la situazione non e' mutata in modo significativo rispetto agli ultimi anni, mentre al Centro l'incidenza di poverta' relativa e' aumentata tra le famiglie con a capo un operaio (dal 7,9% all'11,3%), costituite per i due terzi da coppie con figli. Il Mezzogiorno conferma un valore quattro volte superiore a quello rilevato nel resto del Paese. Non molto e' cambiato dal 1994, quando al nord le famiglie in poverta' relativa erano circa il 4,5% del totale, contro il 6,8% del totale al centro e il 20,6% al sud.

 

E poi ci sono i 'quasi poveri', quelli che, pur collocandosi sopra questo limite, non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese. Per il Codacons sono circa 15,5 milioni di italiani.

 

Oggi come 16 anni fa', la percentuale di poveri e' piu' alta fra i nuclei che hanno una donna come persona di riferimento e il rischio di poverta' raddoppia quando la persona di riferimento della famiglia e' un anziano.

 

E oggi come allora l'incidenza della poverta' diminuisce all'aumentare del livello di scolarizzazione della persona di riferimento. Ma la crisi di questi ultimi anni ha lasciato i suoi segni: l'80% del calo dell'occupazione ha colpito i giovani, in particolare quelli che vivono nella famiglia di origine. E' diminuita la poverta' degli anziani ma e' aumentata quella dei bambini e dei giovani adulti soli (spesso a seguito di un divorzio o della perdita del lavoro).

 

Nei paesi Ocse i bambini ed i giovani adulti hanno il 25% di probabilita' in piu' di essere poveri rispetto al resto della popolazione. Dati confermati, per l'Italia, dal rapporto sulla poverta' e da altre statistiche Istat che segnalano la crescita della poverta' tra i minori.

 

E, sempre a cuasa della crisi, seppure in parte, e' diminuita l'incidenza della poverta' tra i lavoratori autonomi (dall'11,2% all'8,7% per la poverta' relativa, dal 4,5% al 3,0% per l'assoluta): olte imprese individuali, infatti, hanno chiuso durante il 2009 contribuendo a far diminuire la platea di questi lavoratori e lasciando sopravvivere quelli con minori difficolta' economiche.

 

Infine la poverta' assoluta, quella per la quale un nucleo familirae spende meno della meta' di quanto gli sarebbe necessario, si e' intensificata. Per le famiglie in poverta' assoluta che sono gia', quindi, in una situazione di sofferenza ancora maggiore dei poveri relativi, l'intensita' della poverta' e' passata dal 17,3% al 18,8%.

 

La disuguaglianza tra ricchi e poveri, in Italia, e' cresciuta del 33% rispetto alla meta' degli anni ''80.100929203009 medium

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