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La cosa grave in questa riforma, che non decide più la commissione dell’ASL, ma un incaricato dell’INPS, su assegnazione dell’Ente governativo, con nomina politica. Considerando che l’attuale presidente dell’INPS è un leghista, Antonio Mastropasqua, 2+2 ...fa 4. L’ordine è tagliare, tagliare, tagliare, in modo indiscriminato per far quadrare il Bilancio.   Tremonti dichiarò: “L’invalido sarebbe un parassita che blocca la competitività”. “L’untore che causa i danni al Paese con le spese che comporta”.  Un punto di PIL ogni anno vanno agli invalidi…”   Questo Governo ha tolto i fondi per i malati di cancro a favore degli allevatori del veneto, Vuole togliere la pensione alle vedove prima dei 60 anni. Ma che succede!!!! E' una macelleria nei confronti dei più deboli!!!   La legge attuale: Decreto anti-crisi e invalidità civile All'interno del decreto-legge “anticrisi” approvato dal Consiglio dei Ministri (decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78), è contenuto un articolo che, nelle intenzioni del Governo dichiarate in conferenza stampa, dovrebbe consentire tempi più rapidi e modalità di più chiare per il riconoscimento dell'invalidità civile, dell'handicap e della disabilità, attribuendo all'INPS nuove competenze. Ma vediamo in concreto di cosa si tratta. L'articolo in questione porta il titolo: “Contrasto alle frodi in materia di invalidità civile” e rivede profondamente le modalità di presentazione delle domande di accertamento, della valutazione, della concessione, e del ricorso giurisprudenziale. L'articolo non fa cenno ad una diversa fissazione dei tempi massimi di accertamento e di concessione, anche se – nelle dichiarazioni governativa viene ventilata una riduzione dei tempi medi – fra la domanda e la definitiva concessione – dagli attuali 11 mesi a 4 mesi. Domanda di accertamento degli stati invalidanti   L'articolo riguarda sia le domande di accertamento delle minorazioni civili (invalidità, cecità, sordomutismo) che le domande di accertamento dell'handicap (Legge 104/1992) che quelle per la disabilità (Legge 68/1999). Com'è ora: le domande si presentano alla segreteria della Commissione di accertamento presso l'Azienda Usl di residenza che provvede, entro 90 giorni a fissare la data di accertamento. Come sarà: se il decreto legge verrà convertito in legge nell'attuale testo, dal primo gennaio 2010 le domande verranno presentate esclusivamente all'INPS che provvederà all'invio, per via telematica, all'Azienda Usl di competenza che provvederà alla convocazione. La disposizione presuppone che esista una rete e una modalità d comunicazione uniforme, su tutto il territorio nazionale, che consenta il passaggio dei dati in tempo reale. L'accertamento e la verifica   Com'è ora: attualmente l'accertamento degli stati invalidanti viene effettuato da una specifica Commissione presente in ogni Azienda Usl. Una volta redatto il verbale viene trasmesso alla Commissione di verifica dell'INPS che ha tempo 60 giorni per confermare l'esito, oppure per sospendere il procedimento richiedendo chiarimenti alla Commissione Usl, oppure per convocare a visita l'interessato per approfondimenti. Come sarà: La Commissione dell'Azienda Usl sarà integrata con un medico INPS. Questo lascia supporre che il passaggio di verifica – che ora comporta almeno 60 giorni – dovrebbe essere soppresso. L'articolo, tuttavia, sembra contraddittorio quando precisa: “In ogni caso, l'accertamento definitivo è effettuato dall'INPS”. Tuttavia, è verosimile che questa sottolineatura stia ad indicare la “facoltà di veto” del medico INPS all'interno della Commissione Usl cui è chiamato a partecipare. In tal caso, andrà ridefinito il ruolo dei Presidenti delle Commissioni e della "collegialità" delle decisioni assunte dalle stesse. L'articolo non modifica la composizione delle Commissioni Usl che rimangono uguali, inclusi i medici rappresentanti delle associazioni “storiche”, ANMIC, ENS, UIC, ANFFAS. La successiva permanenza dei requisiti sanitari è affidata all'INPS. Non è chiaro se questa indicazione riguarderà solo le verifiche a campione oppure ogni procedimento di revisione o di rivedibilità anche se stabilito dalla Commissione Usl.   La valutazione delle minorazioni civili   Com'è ora: le Commissioni di accertamento e le Commissioni di verifica INPS, per valutare le minorazioni civili, applicano le modalità e le tabelle riportate nel Decreto del Ministero della Sanità del 5 febbraio 1992.  La Legge n. 328/2000 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali) aveva delegato il Governo alla revisione dei criteri di accertamento dell'invalidità “tenuto conto di quanto previsto dall'articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, dal decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 157, nonché dalla Classificazione internazionale dei disturbi, disabilità ed handicap - International classification of impairments, disabilities and handicaps (ICIDH), adottata dall'Organizzazione mondiale della sanità.” Nel frattempo l'OMS ha approvato l'ICF (Classificazione Internazionale del Fuzionamento, della Disabilità e della Salute) che l'Italia ha provveduto a recepire. Come sarà: entro 30 giorni dall'entrata in vigore del nuovo decreto, il Ministero della Salute nomina una Commissione con il compito di “aggiornare le tabelle indicative delle percentuali di invalidità già approvate con Decreto del 5 febbraio 1992 (...).” con la precisazione che tali aggiornamenti non devono comportare oneri aggiuntivi per la finanza pubblica. Nessuna modifica in vista, quindi, quanto alla logica attuale della valutazione delle minorazioni. La concessione delle provvidenze economiche   Com'è ora: se il verbale di invalidità civili, cecità civile e sordomutismo contiene i presupposti sanitari per l'erogazione di provvidenze economiche (pensioni, indennità, assegni), inizia l'iter per la concessione che prevede un'istruttoria sugli altri requisiti (reddito personale, ricovero). Una volta concluso, il decreto di concessione viene trasmesso all'INPS per l'erogazione delle provvidenze stesse. La concessione delle provvidenze economiche è espressamente attribuito alle Regioni dall'articolo 130 del Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112 Come sarà: Con un accordo quadro fra Ministero della Salute e Conferenza Stato – Regioni, le competenze concessorie saranno trasferite all'INPS. L'accordo dovrà essere sottoscritto entro 180 giorni dall'entrata in vigore del decreto legge. Il ricorso   Com'è ora: il ricorso contro i verbali e contro la mancata concessione delle provvidenze è possibile solo davanti al giudice (e con l'assistenza di un legale). Dal 2005 le comunicazioni relative ai ricorsi devono essere comunicati anche all'INPS. Non è possibile il ricorso amministrativo né è prevista l'istanza di riesame per autotutela. Come sarà: l'INPS diventa unica “controparte”. Inoltre nel caso in cui un giudice nomini un consulente tecnico (cioè un medico che valuti per conto del tribunale l'effettiva condizione sanitaria di chi ricorre), questi dovrà obbligatoriamente essere affiancato nelle indagini da un medico INPS. Il decreto non prevede l'introduzione del ricorso amministrativo o altre formule di contenimento del contenzione in giudizio. Ora il decreto passa all'esame delle Camere per la conversione in legge, entro 60 giorni, con modificazioni o senza. Ultimo aggiornamento: 3 agosto 2009 Aggiornamento: Il Decreto-Legge 1 luglio 2009, n. 78 è stato convertito in legge con modificazioni dalla Legge 3 agosto 2009, n. 102. Per gli aspetti relativi alla presente nota, si conferma il testo originale del Decreto 78/2009     Testo dell'articolo 20 del Decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78 "Provvedimenti anticrisi, nonchè proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali." (Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 150 del 1 luglio 2009 )      Invalidi civili: l'indennità di accompagnamento L'indennità di accompagnamento è stata istituita dalla Legge 11 febbraio 1980, n. 18. Si tratta di una provvidenza in favore degli invalidi civili totalmente inabili a causa di minorazioni fisiche o psichiche. Condizioni:viene erogata indipendentemente dall'età;essere cittadino italiano o UE residente in Italia, o essere cittadino extracomunicario in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;avere il riconoscimento di un'invalidità totale, non essere in grado di deambulare autonomamente o senza l'aiuto di un accompagnatore o di svolgere autonomamente gli atti quotidiani della vita;non essere ricoverato in istituto con pagamento delle retta a carico dello Stato (o di Ente pubblico). Importo 2011: Euro 487,39 per 12 mensilità.   L'indennità di accompagnamento è incompatibile con le erogazioni di provvidenze simili, erogate per cause di servizio, lavoro o guerra. L'indennità di accompagnamento non è incompatibile con lo svolgimento di attività lavorativa dipendente o autonoma. L'indennità di accompagnamento viene erogata al solo titolo della minorazione; pertanto è indipendente dal reddito posseduto dall'invalido e dalla sua età L'indennità di accompagnamento non è incompatibile con la titolarità di una patente speciale. L'indennità di accompagnamento viene erogata anche ai detenuti. Entro il 31 marzo di ogni anno i titolari di indennità di accompagnamento devono inviare all'INPS una dichiarazione periodica relativa alla sussistenza dei requisiti di legge.   La gravità di questa riforma non considera tra i requisiti sopra scritti, la variabile psichica e psichiatrica, Gravissimo!!!!!!!!  Poi ho uno scoop, poco fa ho parlato al telefono con il medico di famiglia di mio padre, per parlare del suo caso e mi ha riferito, che dal tribunale di Teramo ha avuto informazioni da fonti certe, che il governo dopo aver raggiunto il taglio del 25% degli invalidi ha dato direttive di tagliare altri 25% di pensioni di invalidi per un totale del 50%. Vi rendete conto che significherà questo sul sociale? Sarà un massacro!!! Una vera macelleria sociale!!!   Dovete sapere per vostra informazione, che il pil prodotto in Italia è dato dai dipendenti statali, pensionati e lavoratori autonomi. Se caleranno i redditi prodotti dai pensionati, aumenterà il debito pubblico, perchè si venderà meno, gireranno meno soldi e aumenteranno i costi sulla sanità e per la criminalità Pensate a cosa potrebbe accadere da oggi a un anno nelle famiglie, se i pazienti psichiatrici venissero lasciati tutti senza assistenza, una carneficina familiare di massa.   I pazienti psichiatrici, con invalidità "grave" al 100% hanno necessariamente bisogno di assistenza continuativa, per la loro incolumità e per quella degli altri, poichè sono privi della capacità d'intendere e volere. Inoltre si deve valutare che un paziente psichiatrico da vent'anni che fa uso di psicofarmaci a 77 anni è sicuramente affetto per comorbilità, da demenza senile avanzata.  Seconda cosa le norme che fanno riferimento all'accompagnamento si riferiscono a problematiche e impedimenti fisici e non mentali.  Il primo fa riferimento alla deambulazione, il secondo alle capacità di svolgere attività quotidiane, lavarsi, vestirsi, ecc, perciò la legge attuale non considera le variabili psichiche che possono emergere da un paziente psichiatrico e sulle conseguenze, che possono crearsi lasciandolo senza assistenza.  E' questa la gravità. Lasciare un paziente psichiatrico senza assistenza mette in pericolo anche la sua stessa famiglia. E' come ammettere che una persona è ceca e per questo dirgli, ti basta solo il bastone bianco per essere autosufficiente, ma scherziamo!!! Grazie per l'interessamento.  Riccardo Romandini - Griffa Diego- Salvatore Abate

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