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Ciao - Vorrei rubare un momento del tuo tempo. Forse tu non t’interessi di Politica , ma la Politica s’interessa a te! Indirettamente si sono venduti il nostro Stato e il sistema garantista Costituzionale con amici di merende di Banche e Multinazionali! Ci sono segnali e prove che il signoraggio e la massoneria non sono tutte leggende metropolitane. Non si collabora per una società collettiva equosolidale e con senso civico , ma solo per trasformare il tutto in un’azione num

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Atomo, se lo bocci non vale

Perché nonostante il referendum l'Italia punta sul nucleare.

 

 

 

Nel 1987, all'indomani della strage di Chernobyl, il popolo italiano disse di no all'energia nucleare risponendo in modo netto a tre quesiti referendari.
Eppure, trascorsi i cinque anni che per legge impediscono a un governo di legiferare sulla materia sottoposta a referendum, il governo Berlusconi quater ha preparato un ritorno in grande stile per i reattori.
Il cammino dell'atomo è stato scandito da due leggi del 2008 e del 2009 (rispettivamente n.133 e 99), più un atto di indirizzo del settembre di due anni fa in cui l'energia nucleare veniva elencata tra le priorità politiche del Paese. Infine, il decreto legislativo n.31 del 2010 ha completato il quadro, delegando al ministero dello Sviluppo economico i decreti attuativi necessari a concretizzare le cose: dalla definizione dei luoghi pronti a ospitare le centrali alla campagna di informazione per il pubblico. Ma a distanza di dieci mesi, i decreti non sono stati emessi.
IGNORATA LA VOLONTÀ POPOLARE. Ma la comunità giuridica non è d'accordo sull'opportunità di tornare a legiferare sul nucleare, di fatto ignorando la volontà espressa dal popolo italiano. Esistono orientamenti diversi, perché la Costituzione non prevede né vieta esplicitamente di emanare leggi su questioni già soggette a referendum.
E senza aspettare la posa della prima pietra, l’Italia dei Valori si è messa all’opera. Ha raccolto le firme necessarie e presentato alla Consulta un referendum per abrogare il  ritorno al nucleare: il 12 gennaio la Corte lo ha dichiarato ammissibile. Ora tocca alla gente tornare alle urne ma, dopo il tradimento della prima volta, potrebbe non essere facile.

Martedì, 18 Gennaio 2011

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